DM 259/17 regolamenta tutto ciò che riguarda, i titoli di studio e l’insegnamento nelle scuole medie e superiori, a partire dall’anno 2018.

 

Pubblicato il 5 Dicembre 2017

Se hai sempre sognato di mettere la tua conoscenza al servizio degli altri, non ti resta che imboccare la strada – ahimè tortuosa, ma gratificante – dell’insegnamento. Attualmente l’iter previsto dal sistema italiano è piuttosto complesso perché richiede, almeno nel caso della scuola secondaria di primo e secondo grado, ben due titoli: accesso e abilitazione all’insegnamento. Negli ultimi mesi l’argomento è già stato sviscerato su numerosi portali, tra cui quello di Trovami.com

Accesso all’insegnamento

I titoli di accesso all’insegnamento variano in base alla tipologia del grado di scuola in cui si desidera insegnare.

Scuola dell’infanzia e Scuola primaria

È richiesta una Laurea in Scienze della formazione primaria o Diploma magistrale/Diploma di Liceo Socio-Psico-Pedagogico conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002.

Coloro che si sono diplomati dopo il 2002, dovranno in aggiunta acquisire in primis una Laurea in Scienze della formazione primaria ed in secondo luogo frequentare un tirocinio di 600 ore,da svolgere durante l’anno accademico, equivalente a 24 crediti formativi. Il tirocinio può essere diretto (svolto all’interno di scuole convenzionate) o indiretto (svolto in Università tramite lo svolgimento di corsi e laboratori guidati da un tutor).

Scuola secondaria di I e II grado

Per insegnare in una scuola secondaria di primo e di secondo grado occorre aver conseguito una laurea (o un altro titolo) valido per l’iscrizione ad almeno una delle classi di concorso previste dal MIUR. Indipendentemente dall’insegnamento per il quale ci si vorrà proporre, bisognerà comunque aver conseguito almeno 24 CFU in ambito “antropo-psico-pedagogico”.

Come funzionano le graduatorie dei docenti

Il reclutamento dei docenti avviene sempre tramite graduatoria, divisa in tre sezioni.

Graduatoria ad esaurimento

In questa graduatoria sono iscritti i docenti in possesso dei requisiti di accesso all’insegnamento. La graduatoria è stilata su base provinciale e viene aggiornata ogni tre anni apportando le modifiche di titoli e posizioni. Come si evince dal nome, è chiusa all’inserimento di nuovi nominativi perciò è destinata ad esaurirsi con il passare degli anni.

La graduatoria ad esaurimento si distingue in tre fasce ben articolate.

  • Prima fascia: sono inseriti i docenti che nel momento della costituzione delle graduatorie risultavano iscritti nelle graduatorie per soli titoli;
  • Seconda fascia: sono inseriti i docenti che nel momento della costituzione delle graduatorie, oltre al requisito dell’abilitazione, sono anche riusciti a maturare almeno 360 giorni di insegnamento;
  • Terza fascia: sono inseriti coloro che nel corso degli anni hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento.

Graduatoria di merito

In questa graduatoria sono inseriti i docenti vincitori del concorso a cattedra.

Graduatoria di istituto

Anche questa graduatoria è suddivisa a sua volta in tre fasce:

  • Prima fascia: comprende i docenti iscritti nella I, II o III fascia delle Graduatorie ad esaurimento;
  • Seconda fascia: comprende i docenti che sono sì possessori di abilitazione, ma non iscritti nelle Graduatorie ad esaurimento;
  • Terza fascia: comprende i docenti di scuola secondaria di I e II grado non abilitati, in possesso del titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento.

Le novità per il 2018: il FIT sostituirà l’abilitazione all’insegnamento

La riforma della Buona Scuola ha contribuito a complicare ulteriormente la situazione introducendo un nuovo percorso per chi vuole diventare insegnante, soppiantando il TFA, il Tirocinio Formativo Attivo.

Con la nuova normativa coloro che vorranno entrare nel mondo della scuola dovranno superare un concorso pubblico nazionale, che a partire da quello riservato, bandito entro la fine del 2018, verrà indetto ogni due anni su base regionale o interregionale. I requisiti di accesso sono gli stessi che abbiamo menzionato sopra: laurea magistrale o vecchio ordinamento 24 cfu nelle discipline antropo-psico-pedagogiche.

Una volta superato il concorso, il vincitore inizierà un percorso di formazione iniziale di durata triennale. Al termine del primo anno egli conseguirà il diploma di specializzazione;  il secondo e terzo anno perfezioneranno la sua preparazione professionale con un tirocinio diretto e il graduale assolvimento delle funzioni di docente. Tale percorso, chiamato FIT, viene retribuito per l’intero arco triennale, in misura crescente. La supplenza annuale svolta durante l’ultimo anno viene considerato oggetto di prova ai fini dell’immissione in ruolo.


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