Le domande per partecipare al concorso saranno disponibili dal 20 febbraio 2018;
ma c’è attesa per il bando ancora non pubblicato in G.U.

I docenti abilitati della scuola secondaria interessati al concorso riservato potranno presentare la domanda dal 20 febbraio p.v. anche se sono ancora da sciogliere alcuni nodi problematici: scelta della regione senza conoscere l’effettiva disponibilità dei posti per singola classe di concorso nonostante il Miur avesse promesso di rendere pubblici i dati sulle disponibilità per classe di concorso, posto comune e di sostegno sul Portale Unico dei dati della Scuola.
Il concorso dovrebbe (ma il condizionale è d’obbligo!) per tutte le classi di concorso della scuola secondaria; in caso di un numero esiguo di partecipanti le procedure saranno accorpate in un’unica regione.
Restano al palo – come è noto - gli insegnanti della scuola per l’infanzia e primaria nonostante ci siano numerosi laureati in Scienze della formazione primaria che, dopo il concorso 2016, non hanno un percorso che li porti a diventare insegnanti di ruolo. A questi vanno aggiunti i circa 50mila docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che avevano prodotto il ricorso per l’inserimento in GaE, la cui sorte si saprà dopo aver acquisito il parere dell’Avvocatura dello Stato previsto per il 23 marzo e che dovrebbe interpretare la sentenza del dicembre scorso.
Scontato l’ennesimo ricorso dell’Anief e altri sindacati autonomi che impugneranno il mancato bando né per i posti comuni della scuola dell’infanzia e primaria, né per il sostegno in questo ordine di scuola.
Possono invece partecipare al concorso 2018 i docenti di infanzia e primaria, sia precari che di ruolo che siano in possesso della specifica abilitazione per la scuola secondaria, per la classe di concorso richiesta e/o specializzazione sostegno.
Secondo le prime stime del Miur, la procedura potrà interessare 100mila potenziali candidati, ma c’è attesa per il bando che forse sarà pubblicato il 6 febbraio prossimo in Gazzetta Ufficiale.
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LA PROVA ORALE NON SELETTIVA
Come è già noto il concorso prevede una prova orale non selettiva e la costituzione, nelle varie regioni, di una graduatoria di merito per ogni classe di concorso/ambito e per il sostegno in base al punteggio della prova (max 40 punti) a cui si aggiunge quello di titoli e servizi (max 60 punti).
La prova orale consiste in una lezione simulata e nell’esplicitazione delle scelte didattiche e metodologiche in relazione ai contenuti disciplinari e al contesto scolastico indicati dalla commissione.
La prova orale, che verte sui contenuti indicati nell’allegato A al DM n.95/2016 relativamente alla scuola secondaria, valuterà anche la capacità di comprensione e conversazione nella lingua straniera prescelta dal candidato almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue.
Per il posto comune la prova valuta la padronanza delle discipline in relazione alle competenze metodologiche e di progettazione didattica e curricolare anche mediante l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Per i posti di sostegno la prova valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno alla studentessa e allo studente con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l’inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego delle tecnologie normalmente in uso presso le istituzioni scolastiche.

 

Note:Da CERIPNEWS NOTIZIE  XVIII-05/02/2018-06:00


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