Gli inserti: Come cambierà l’esame // La media del 6 tra contrari e favorevoli


 
 

Continua frenetico l’assalto alla possibile nuova Maturità, che dovrebbe decollare l’anno prossimo, contestando tutto: dallo sconto delle prove scritte con il taglio del “quizzone” (ora ritenuto importante ed utile a fare la differenza tra le classi in termini di valutazione!), alla riduzione delle tracce nella prima prova, alle provettine Invalsi che diventano “requisito indispensabile per l’ammissione all’esame” (nel senso che non se frega niente a nessuno del risultato, purché si facciano!), per finire all’alternanza scuola-lavoro come elemento concorrente al superamento dell’esame e all’eliminazione della tesina multidisciplinare (ora ritenuta strategica e funzionale!).
Contestata anche la previsione di un Albo dei presidenti da istituire presso gli UU.SS.RR. da dove attingere per la designazione.
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Come cambierà l’esame
Due prove scritte invece di tre: lo scritto di italiano e quello di indirizzo. Ciascuna prova conterà 20 punti su 100. Addio al “quizzone”. L’orale offre altri 20 punti rispetto agli attuali 30 e in cui ci sarà spazio per illustrare le esperienze di alternanza scuola-lavoro. I crediti, accumulati nel triennio, potranno toccare quota 40 contro i 25 punti di oggi. L’ammissione all’esame non sarà subordinata alla sufficienza in tutte le materie, ma avverrà con la media del 6, alla quale concorrerà anche il voto di condotta. Per essere ammessi bisognerà aver sostenuto le prove Invalsi in italiano, matematica e inglese, ma l’esito non sarà concorrente al voto dell’esame di Stato. Le commissione resteranno miste, con tre insegnanti interni e tre esterni, ai quali si aggiungerà il presidente esterno.
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La media del 6 fra contrari e favorevoli
Contro coloro che vedono l’ammissione con insufficienze “un preoccupante ritorno al passato”, ritenendolo un “disastro pedagogico che abbassa il livello e la qualità dell’esame, della preparazione al quinto anno, ecc.” ritenendo il 6 in tutte le materie “il minimo sindacale da chiedere agli studenti”, si schierano tanti favorevoli sulla media del 6 perché si terrà conto dell’andamento complessivo, in considerazione del fatto che non tutti gli alunni sono talenti in tutte le materie e non giusto che una insufficienza debba compromettere tutta la preparazione e si chiedono, senza offesa per la materia, che senso abbia non essere ammessi agli esami per un 5 in educazione fisica? Pollice verso la nuova maturità da parte degli studiosi dei sistemi scolastici europei che sottolineano – per esempio- che nei länder tedeschi – che però sono autonomi – si sostengono 3 prove scritte di 4 ore ciascuna, anche se si tiene conto del rendimento complessivo, e che la richiesta di riforma non mira a promuovere tutti, ma ad essere più severa nella valutazione, il cui voto finale (da 1-voto alto a 6-bocciatura) è funzionale all’accesso all’università e basta essere “debole” un una sola materia per non essere ammessi o finire in una lista d’attesa, magari consentendo di frequentare altri corsi, per non perdere l’anno.
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Insomma il nuovo esame è approvato da tanti, ma è bocciato da altrettanti senza appello, come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, e l’attuale viene rivalutato nonostante le tante pecche ben vistose, da parte di docenti, alunni, associazione di genitori e da tutto l’universo che gravita attorno al mondo della scuola! Affiancano i contestatori allo schema di decreto anche alcuni Ds e le loro associazioni professional-sindacali cui aderiscono, che vedono nel “depotenziamento degli esami un’ennesima dèbacle della Maturità” e soprattutto una deminutio capitis del Ds-Presidente, nonostante si riconosca coralmente che la valutazione del curricolo – peraltro sempre considerata ed attuata, almeno dalle commissioni intelligenti e ben condotta! – è cosa giusta, santa e doverosa!
Quanto alla situazione di quest’anno è bene ricordare che la Ministra quanto prima pubblicherà l’elenco delle prove, con tutto quello che ne consegue: l’abbandono di alcune materie e la prevalenza di altre, dimenticando forse che nella seconda prova, per esempio, se uscirà fisica per i licei scientifici, come si dice in giro, è bene non accantonare il libro di matematica perché magari per svolgere il compito sarà utile conoscere i principi della fisica ma anche ricordare (= sapere!) una formula matematica.
Se per il classico, la contaminazione greco-latino è più ardua, per gli istituti professionali la contiguità di parecchie materie consente di vagliare con relativa facilità le competenze acquisite durante l’intero percorso scolastico.
Viene contestata da Ds, docenti, alunni e genitori anche la “media del 6” e coralmente tutti affermano che è grave essere ammessi agli esami con un ben 4 in una materia strategica; ovviamente, nel caso di specie, tutti dimenticano quello che accade finora nei consigli di classe dedicati alle ammissioni ed i mille d uno ricorsi al TAR da parte dei non ammessi che non potendo impugnare il giudizio negativo espresso dal consiglio di classe, con gli avvocati, si arrampicano sugli specchi per fare invalida il giudizio negativo solo per vizi formali (e spesso ce ne sono tanti) per rientrare in corsa!

Ma così va il mondo della scuola!

 

Fonte: CERIPNEWS


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